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LA NASCITA DELL'AEROPORTO

Aeroporto militare durante il secondo conflitto mondiale, Verona Villafranca inizia la propria attività di scalo civile nei primi anni sessanta con alcuni voli charter dal nord Europa e con collegamenti quotidiani con Roma. Dalla fine degli anni settanta, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Verona realizzano il primo progetto societario che trasforma lo scalo veronese in vera e propria aerostazione. Nasce così nel dicembre del 1978 la società di gestione Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca Spa, partecipata anche dai comuni su cui insiste l'aeroporto, Villafranca e Sommacampagna, dalla Provincia di Verona, di Trento, di Brescia, di Bolzano, di Mantova e da altri enti istituzionali ed economici del territorio come le Camere di Commercio e le Confindustrie del bacino.

SVILUPPO INFRASTRUTTURALE E DOTAZIONI TECNOLOGICHE

Lo scalo è dotato di un sistema antinebbia che consente l'operatività dello scalo anche in condizioni di visibilità critiche, che è quanto di meglio si può trovare nel panorama degli aeroporti italiani e internazionali. Grazie a questo sistema, operativo dall'inizio del 2003, l'aeroporto scaligero è abilitato ad operare in Categoria IIIB, ovvero fino alla visibilità critica di 75 metri. Il nuovo ampliamento della superficie del piazzale da 90.000 a 147.000 mq e della pista da 2.704 a 3.067 metri hanno inoltre permesso di incrementare l’agibilità operativa dello scalo. Con l’inaugurazione della Galleria commerciale di 445 mq (2 luglio 2010) e la ristrutturazione del Terminal Partenze che ha interessato 1790 mq (conclusa a giugno 2011), la disponibilità di spazi per esercizi commerciali è aumentata notevolmente. Oggi sono attivi una trentina di esercizi commerciali, quasi raddoppiati rispetto al 2008 quando erano 16. In Aeroporto sono disponibili 4.800 posti auto di cui 750 coperti. L'inaugurazione del Terminal Arrivi é del maggio del 2006, alla presenza del Viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli e del Vicepresidente della regione Veneto Luca Zaia. La crescita del traffico aereo sullo scalo veronese è stata graduale e costante ed è stata accompagnata da un parallelo sviluppo delle strutture di accoglienza che hanno garantito servizi adeguati all'aumento del flusso di passeggeri.

SCENARI AGGIUNTIVI